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Come Coltivare il Cardo


Come Coltivare il Cardo
Tutto quello che vuoi sapere sul Cardo e un po' di più.

Coltivare il Cardo

Il Cardo - Questa pianta poco conosciuta nei suoi dettagli


In questo articolo parleremo di una pianta, che assomiglia al sedano come forma, ed è molto affine al carciofo come sapore. Definito il fratello povero del carciofo, stiamo parlando naturalmente del Cardo, non per questo porremo in lui poca attenzione, ma anzi ci spingeremo ad affrontare un nuovo viaggio della conoscenza per mandarlo a scoprire in tutti i vari aspetti della natura ad esso riservati.

Cardo - Origine e Storia
Il Cardo è una pianta originaria del mediterraneo, infatti le prime tracce sono state rinvenute in Etiopia e successivamente in Egitto. Plinio nella sua (storia naturale) lo annovera fra gli ortaggi pregiati. Fin dai tempi antichissimi, germogli e semi di Cardo servivano per produrre il caglio dei formaggi, ma solo nel 500 si hanno le prime testimonianze della sua presenza in cucina e delle sue tecniche di imbiancamento.

Come succede per tutte le piante che abbiamo trattato in precedenza, anche il Cardo ha la sua storia. Leggende vere o false che siano poco importa, perché questo da' comunque un senso alla pianta. Nella leggenda si racconta che dei guerrieri scozzesi stavano per essere sopresi nel sonno da un gruppo di invasori i vichinghi e si salvarono solo perché uno degli attaccanti mise un piede nudo sopra un Cardo selvatico, le sue grida diedero l'allarme e i guerrieri svegliati sconfissero i Danesi. In segno di ringraziamento la pianta fu chiamata 'Cardo protettore' e venne adottata come simbolo della Scozia per più di 500 anni e nel 1470 durante il regno di Giacomo III, il Cardo apparve sulle monete di argento e successivamente fu incorporato nello stemma reale della Scozia.

Il Cardo definito il fratello povero del Carciofo, un ortaggio dalla storia silenziosa e sommessa, che ha continuato a nutrire i poveri contadini, anche quando il carciofo spopolava in Europa e deliziava i palati di personaggi importanti come Caterina de'Medici e il re Sole. Il Cardo conserva ancora oggi un piccolo ruolo nella nostra cultura alimentare più per tradizione che per utilità. Il Cardo viene consumato nei giorni immediatamente successivi alle feste importanti, una di queste è quella di San Giuseppe. I Cardi fatti al forno vanno messi negli altari come cibo da offrire ai poveri.

Ogni regione d'Italia si appropria di questo ortaggio povero in contrasto con i banchetti fatti il giorno precedente, quasi a volere richiamare severamente il commensale, al ritorno della vita di tutti i giorni fatta di lavoro e di sacrifici ed è in questi frammenti di piccole gioie che la poesia fa sopravvivere nella vita di tutti i giorni la civiltà contadina.

Descrizione della pianta


Il Cardo (Cynara Cardunculus) è una pianta che nasce spontanea ed appartiene alla famiglia delle composite che si possono
distinguere in 3 sottospecie:

- Carduccio o Carciofo selvatico.

- Il Cardo propriamente detto o Cardo coltivato.

- Il Carciofo.

Questa classificazione non viene accettata da tutti ed oggi le 2 specie che prevalgono per la selettività dell'uomo attraverso la pratica colturale sono il Cardo ed il Carciofo.

Il Cardo è una pianta erbacea, perenne in natura, annuale in coltura che ha radici fittonanti è profonde. Simile al Carciofo (visto la parentela stretta), si distingue da questo per il notevole sviluppo delle coste. Il capolino è molto piccolo le dimensioni e sviluppo delle coste sono generalmente superiore. Il caule è grosso, striato da grosse nervature ed è lanuginoso. Le foglie sono pennatosette, superiormente di colore verde cenerino, inferiormente biancastre. L'infiorescenza è un capolino, i fiori sono ermafroditi, ed è assente la proterandria, che invece è manifesta nel carciofo.

Nella forma tipica ogni segmento fogliare ed infiorescenziale termina con una spina giallastra. Il frutto è un Acheno. Il Cardo è da millenni oggetto di coltivazione a scopo alimentare per le sue coste. Queste sono costituite dal picciolo, dalla costola e da una ridotta porzione di lembo fogliare; in pratica si consumano i 2 terzi della foglia.

Private dalla luce (Eziolamento) con mezzi diversi, che vedremo più avanti, le coste vengono rese chiare e tenere e si consumano fresche dopo la cottura tali e quali (solo condite) in preparazione alimentari della cucina tradizionale, mentre il capolino piccolo non è commestibile come lo è nel carciofo.

Le varietà coltivate si distinguono in funzioni della quale:

- Per dimensione del rachide (costa) possono essere piene o semipiene;

- Per la presenza e consistenza delle spine che possono essere inermi o spinose;

- Per il colore del rachide o costa che può essere verde o bianco;

Le caratteristiche della varietà sono quelle che danno il pregio alla pianta di Cardo, si possono distinguere in agronomiche e commerciali.

I primi sono apprezzate per l'assenza di spine ed il portamento eretto che rendono indubbiamente più agevoli le operazioni colturali in genere ed in particolare, ove necessario, l'imbiancamento artificiale detto Eziolamento, mentre per quelli commerciali meritano di essere citate fra le altre la pienezza, lo spessore e la larghezza delle coste. Tutti aspetti che risaltano l'occhio del consumatore che peraltro agevolano e semplificano le operazione d'imbiancamento.

Tra le varietà si possono segnalare in particolare:

- Lo Spinoso di Tours, ottimo sapore ma spinoso;

- Il Gigante Pieno Inerme, molto buono è produttivo;

- Il Gigante di Chieri anch'esso di ottime caratteristiche organolettiche e produttive;

Altre varietà sicuramente non di secondo piano sono:

- Il Pino Inerme

- Il Gigante di Gincoli

- Il Bianco Avorio

- Il medio Inerme a costa bianca

Quando parliamo di coltivazione di una qualsiasi pianta dobbiamo tenere presente i molti fattori, come il clima, il terreno, la semina, le cure da apportare alla pianta, le malattie ed i parassiti.

Cardo e Clima


Il Cardo predilige un clima temperato, ma non teme ne il freddo ne il caldo eccessivo anche se comunque è poco resistente alla siccità.

Cardo e Terreno


Predilige terreni fertili, freschi e profondi, di medio impasto e senza ristagni idrici tendenzialmente neutri. Si adatta anche ai terreni sabbiosi e sopporta anche una certa salinità. Quindi il terreno va ben preparato con una buona aratura e con un'abbondante concimazione letamica e minerale e successivamente ben spianato. Le esigenze termiche sono come quelli del Carciofo, si arresta la crescita a 0 gradi, può cessare di vivere se la temperatura scende al di sotto di -2°C. La temperatura media si aggira tra i 10°C ed i 15°C. Preparato il terreno in primavera si può realizzare la semina.

Cardo e Semina


Si può realizzare la semina diretta a dimora nel periodo tra aprile e maggio a file distanti 1 metro l'una dell'altra e 80 cm tra una pianta e l'altra, oppure con buche distanti da 80 a 100 cm. In ogni buca vanno messi da 3 a 4 semi. Dopo la nascita si diraderà lasciando una sola piantina, oppure si può realizzare con il trapianto delle piantine ottenute dal semenzaio o comprate dai negozi specializzati; questo verrà fatto tra maggio e giugno.

Cardio - Cure da fare alla coltura


Dopo che le piantine sono cresciute bisogna mettere in atto tutte quelle pratiche necessarie per portare a compimento la raccolta del frutto. Il primo lavoro da fare è la sarchiatura per il controllo delle erbe infestanti, la concimazione in copertura e l'irrigazione se si ritiene necessaria. Comunque sia per una buona produzione è necessario fare frequenti e consistenti irrigazioni, perché come sappiamo, la siccità induce la stasi vegetativa con arresto della crescita ed induzione alla fioritura. Dobbiamo tenere presente un fatto, visto che la durata del ciclo dei cardi copre per intero 3 stagioni: la possibilità delle erbe infestanti che sono numerose; qualora non si volesse intervenire chimicamente, le infestanti possono essere tenute abbastanza agevolmente sotto controllo mediante sarchiature.

Come si fa ad ottenere l'imbiancamento dei Cardi


Per ottenere l'imbiancamento bisogna coprire la pianta dalla parte basale fino a circa i 2 terzi dell'altezza per proteggerla dall'azione della luce. Per tale scopo le foglie della pianta vengono legate insieme attorno all'asse centrale e quindi si può fare la rincalzatura, addossando alla pianta un cumulo conico di terra, lasciandone allo scoperto la parte apicale, oppure si può avvolgere con la paglia o cartoni, mentre i teli di plastici opachi vengono utilizzati per lo più nelle coltivazione industriali.

Cardo - Malattie e Parassiti


Tra le malattie segnaliamo:

- L' Iodio o mal bianco;

- Peronospora;

- Il Marciume Batterico;

- La Macalatura Anulare;

- La malattia delle macchie brune;

Tra i parassiti:

- La Cassida;

- Il Punteruolo;

- L'Altica;

- Alcuni Lepidotteri ed in particolare la Nottua;

- La Vanessa

- La Gelerchia;

- Tra i ditteri la Mosca del Cardo (contro questi parassiti sono ottimi i prodotti a base di Acephate).

Cardo - La Raccolta


La raccolta si esegue scalarmente, ad imbianchimento avvenuto e cade nei mesi da settembre a fine primavera. Normalmente la raccolta avviene in modo manuale, il Cardo viene estirpato e privato delle radici e delle foglie esterne e poi mozzato alle estremità.

Cardo - Effetti benevoli sulla salute


Il Cardo Mariano è noto fin dall'antichità per la sua efficacia come tonico epatico. Recenti studi hanno dimostrato l'utilità di questa pianta sul funzionamento del fegato. La pianta deve le sue proprietà ad alcuni proprietà chimiche particolari estratti dai frutti chiamata Sili Marina.

L'attività della Sili Marina si spiega con azione diretta sugli epatociti, che rende più difficili l'assorbimento delle tossine, consentendo la rigenerazione del tessuto epatico. Inoltre la Sili Marina agisce contro i radicali liberi, impedendo a certi prodotti tossici di danneggiare il fegato.

E' utile anche nel trattamento dei problemi funzionali della digestione come:

- Sensazione di pienezza gastrica;

- Gonfiore addominale;

- Rigurgiti acidi;

- Assunzione di alcool;

- Eccessi di farmaci;

Il Cardo Mariano consente la ricostruzione delle cellule danneggiate, ripristinandone la capacità metabolica. E non finisce qui, perché ha un'altra proprietà che è quella di rallentare la progressione della cirrosi epatica. Questa descrizione non certamente approfondita, ma utile, ci da l'idea di quanto importante sia il Cardo.

Cardo - Curiosità in cucina


I Cardi di ottima qualità, come quelli Gobbi si possono mangiare crudi, mentre gli altri vanno sottoposti a cottura anche piuttosto lunga (30-60 minuti). Per evitare che si scuriscano vanno cotti immediatamente oppure conservati in acqua acidulata, se si vuole mantenere il colore dopo la bollitura. E' bene spremere il succo di mezzo limone anche nell'acqua di cottura. Il Cardo si sposa molto bene con le acciughe sotto sale, infatti è un accompagnamento obbligatorio per la bagna cauda, la salsa bollente a base di acciughe, burro e aglio.

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