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Giovedì,  03 Novembre 2011  Stampa |
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L'Ulivo: Da come si coltiva a come raccogliere le olive

 

In questo articolo parleremo della coltivazione dell'ulivo, una pianta longeva. Possiamo realmente dire che l'ha piantato e coltivato il nostro bisnonno,  poi nostro nonno, poi nostro padre ed infine a noi il compito di coltivare questa meravigliosa pianta, che nonostante gli anni da ancora tanti frutti. Ma come si coltiva?  Cosa bisogna fare per tenere l'ulivo sempre in forma e produttivo?   Scopriamolo insieme. Benvenuti su BeliceWeb.it e Buona Lettura.

 

Fonte e Photo Credits : http://www.acateweb.it/public/...

 

 

Data la longevità della pianta d'ulivo, le sue storie sono tantissime che ci vorrebbe un libro intero per raccontarle tutte ma il nostro obbiettivo e la sua coltivazione, quindi descriveremo in modo sommario queste storie.

 

Origine e Storia dell'Ulivo

La storia dell'ulivo è legata a quella dell'umanità; nelle origini di questo prezioso liquido dorato,  storia e mitologia si intrecciano strettamente,  fino a confondersi. La sua presenza per la prima volta è stata in Asia occidentale e si diffuse in tutta l'area mediterranea,  dove il suo culto fu consacrato da tutte le religione. Fin dai tempi antichi l'ulivo fu considerato un simbolo di spiritualità e sacralità, sinomino di fertilità, pace, rinascita e resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre.


L'ulivo rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e purificazione. E' ormai accertato che la coltivazione dell'ulivo ha origine di almeno 6000 anni fà; ne fanno fede racconti tradizionali, testi religiosi e rinvenimenti archeologici, a conferma della millennaria storia dell'ulivo ricordiamo come la tradizione pone di fronte all'antica Gerusalemme il "Monte degli ulivi" o come la bellezza di questa pianta sia cantata spesso nell'antico testamento.


D'altra parte che questo fosse un simbolo è chiarito da questo episodio: quando Noè mandò una colomba in missione per trovare della terra asciutta dopo il diluvio e la colomba ritornò con un ramoscello d'ulivo nel becco per annunciare il ritiro delle acque dalla terra degli uliveti localizzati nell'area di quello che adesso è il monte ararat nella Turchia occidentale.


Ma non è tutto, perchè la bibbia racconta che fu un angelo a dare a Seth, figlio di Adamo, 3 semi da mettere fra le labbra del padre dopo il suo decesso. Dalle ceneri di Adamo germogliarono 3 piante, il cedro, il cipresso e l'ulivo.

Il re Salamone e il re David diedero grande importanza alla coltivazione dell'albero d'ulivo. Il re Davide mise persino delle guardie a vegliare sugli uliveti e sui magazzini al fine di assicurare la salvaguardia dell'olio utilizzato per il commercio. I profeti spesso avvertivano le popolazione di non vivere nel peccato, altrimenti Dio li avrebbe puniti distruggendo gli alberi di ulivo o facendo produrre un cattivo olio.


A partire dal VIII secolo a.c con la colonizzazione Greca dell'Italia meridionale, la coltivazione dell'ulivo veniva introdotta nell'area chiamata Magna Grecia. La straordinaria produzione e diffusione dell'olio ci è data dal ritrovamento di vasi e monete che testimoniavano la presenza dell'albero di ulivo dell'epoca


L'olio spremuto dalle olive non era soltanto nell'antichità una risorsa solo alimentare, ma era anche usato come cosmetico e come coaudivante nei massaggi. Nel'antica Grecia gli atleti che si dedicavano alla lotta usavano cospargersi i muscoli di purissimo olio, sia per il riscadamento muscolare, che per contrastare la presa degli avversari. Ai vincitori veniva offerta una corona di ulivo ed una ampolla di olio, mentre i Romani intrecciavano ramoscelli di ulivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.


I Greci e i Romani usavano l'olio di oliva per prendersi cura del proprio corpo e quasi tutti gli uomini e le donne giovani, vecchi, ricchi e poveri lo usavano più di una volta al giorno. L'olio veniva spalmato su tutto il corpo prima e dopo il bagno, arricchito con aromi ottenute da erbe e fiori. Gli Egiziani producevano profumi e unguenti a base olio di oliva che provenivano da olive incolori, insapori, inodori, raccolti anzitempo, 3 mesi prima della maturazione, nel mese di agosto. La regina Cleopatra era nota per l'uso di una grande quantità di profumi e cosmetici.


L'albero di ulivo e il suo legame con la religione:

Gli ebrei prima e i cristiani dopo iniziarono ad usare l'olio per consacrare il re, i preti ed i credenti. Difatti la parola Cristo vuol dire "unto" o "consacrato" ed è sempre l'olio che si pone sulla fronte in segno di croce quando si riceve il battessimo, ordinanza sacerdotale e l'estrema unzione. Il vangelo racconta che Gesù dopo l'ultima cena si raccolse in preghiera sotto un ulivo nell'orto di Getsemani. Ed è un rametto di ulivo distribuito a tutti i fedeli la domenica delle palme in ricordo della resurrezione e come simbolo di pace di amore e amicizia.

 

La cultura dell'olio di oliva è giunta a noi occidentali attraverso il medioevo per opera di alcuni religiosi, fra cui in particolare i Benedittini ed i Cistercensi con a capo carismatico Bernando Chiaravalle che persuasero i contadini dell'epoca delusi dallo stato di semischiavitù in cui si trovavano, a dedicarsi a culture redditizie quali l'ulivo; questi furono gli anni d'oro di quel periodo per tutti. Ancora oggi l'albero di ulivo viene considerato sacro, misterioso, mistico, un albero maestoso che può sopravvivere migliaia di anni e guardare la storia passare avanti.

 

 

Descrizione della pianta dell'Ulivo
L'ulivo o olivo (Olea Europa) appartiene alla famiglia delle Olacee. E' un albero sempre verde con longevità ultrasecolare, alto da 5 a 20m e più; comincia a fruttificare dopo un lungo periodo giovanile, per poi conservare per molti anni una buona produzione. Le parti che compongono la pianta sono: le radici, il tronco, i germogli, le foglie, il fiore, i frutti.

 

Radici
Le radici sono estesi e molto superficiali, sono costituiti da radici dette avventizie che si espandono lateralmente e superficialmente, in genere non si spingono mai oltre i 50-60cm di profondità. Quando l'albero si fa adulto il punto di intersezione tra fusto e radice, risulta ingrossato ed ampio, ed è caratterizzata dalla presenza di formazioni più o meno sferiche, dai quali si sviluppano dei germogli (polloni);se la base di un pollone risulta  interrata, emette con facilità radici, dando luogo a sua volta al pollone radicato.


Tronco

Il tronco dal colore grigio verde si mantiene liscio fino a 9-10 anni circa, per poi diventare nodoso, contorto, scabro, solcato da fessure, con cavo internamente, ed assume un colore scuro. Le piante ultrasecolari possono raggiungere altezze di 5-20m come già abbiamo detto e larghezze ampie. Sul tronco sono inserite le branche che recano i rami, su questi nascono i germogli che sono le ramificazioni che si sviluppano nell'annata.

 

Germogli

Poco c'é da dire sui germogli che nascono sul dorso dei rami e branche e crescono rapidi e vigorosi, sono detti succhioni.

 

Foglie

Le foglie si formano sul ramo dalla primavera all'autunno e restano vitali fino a 2 anni di età; all'ascella di ogni foglia si trova una gemma, che potrà dare luogo ad una infiorescenza (se era gemma a fiore) o ad un germoglio (se era gemma a legno). Molte gemme a legno possono rimanere ferme e svilupparsi anche dopo vari anni, come per esempio a grossi tagli di potatura. Le foglie sono lunghe, strette, appuntite e coriacee, sono di colore verde grigiastro sopra e argento sotto.


Fiori

Il fiore dell'ulivo è ermafroidita, tiene uniti gli organi maschili (2 stami) che sono molto picccoli (3-5mm) e la sua corolla costituita da 4 petali biancastri saldati fra di loro alla base; mentre quello femminile (pistillo) è tozzo, breve, provvisto di uno stimma ampio piumato, ricco di papille e quindi adatto a trattenere facilmente il polline. Tuttavia una buona parte delle varietà delle piante in Italia è autosterile, pertanto la fecondazione dell'ulivo è prevalentemente eterogama (cioè con piante che presentano 2 tipi distinti di fiori), mentre la fecondazione anemofila avviene per mezzo del vento anche a notevole distanza tra le piante.

 

Un fenomeno tipico dell'ulivo è rappresentato dall'aborto dell'ovario che si manifesta nelle diverse varietà e nella stessa varietà, in proporzione diverse da una annata all'altra. Questo è un fenomeno che consiste in una mancata o insufficienza crescita dell'ovario ed è causato da una mancata nutrizione della pianta. Questo problema si può ovviare con l'applicazione di una buona coltura.

I fiori non sono singoli ma riuniti in una infiorescenza di 10-15, simili ad un piccolo grappolo, chiamato "mignola".
 

Le mignole si sviluppano dalle gemme a fiore che si formano all'ascella delle foglie e cominciano a svilupparsi nei mesi di aprile-giugno (dipende sia dalle annate che dalle latitudine). Dopo di ciò passando 6 mesi si avrà la maturazione delle olive formatesi dai fiori.

 

Frutti
I frutti (Drupa) sono ovali o quasi tondi più o meno grossi, hanno una buccia liscia e lucida, dapprima verde e poi rossastra violacea o nerastri quando sono maturi. Il loro peso varia da 1 a 6 grammi con l'invaiatura, cioè con il cambiamento di colore e indica la loro maturazione che avviene da ottobre a novembre; La polpa diminuisce il contenuto dell'acqua, zucchero e acidi ed aumenta quello dell'olio. Contiene un nocciolo oblungo molto duro con un solo seme.

 

L'accrescimento dei frutti è legato al clima, in condizione di siccità le olive restano di piccole dimensioni, mentre in condizione di tempo umido favorevoli le olive raggiungono invece il completo sviluppo. Eventuali piogge tardive (da fine settembre-ottobre) dopo una siccità estiva possono in pochi giorni far aumentare le dimensione delle olive in modo considerevole, tuttavia la resa in olio sarà bassissima, perchè l'oliva accumula acqua.


La pianta d'ulivo è diffusa in tutti i territori che si affacciano sul bacino del mediterraneo, si ottiene un olio che non teme concorrenza per la sua squisitezza e fraganza.

 

 

Varietà delle piante nelle diverse regioni d'Italia

Vi sono molte varietà, ne tratteremo alcune ,inerenti alla propria zona di produzione:

  • La Coratina, Dolce di cerignola, Grosso di spagna: sono in Puglia.

  • Il Frantoio, Moraiolo: sono in Toscana.

  • Il Leccino: si trova in Toscana, Umbria e Marche.

  • Il Pendolino, Ascolana tenera, Uovo di piccione: diffusi in tutta Italia.

  • Santo Agostino: Bari e Foggia.

  • Santa Caterina: Toscana e Molise.

  • Nocellara etnea: Trapani, Ragusa, Siracusa, Enna e Catania.

Tutti quanti producono olio di qualità.

 

 

Preparazione delle piantine di ulivo

La moltiplicazione della pianta d'ulivo può avvenire per semi o per via vegetativa. La moltiplicazione per semi si ottiene mediante l'uso dei semi che si trovano nei noccioli delle olive, naturalmente scegliendo le olive sane e in piena maturità. Si puliscono per benino e si conservano stratificati con sabbia fine ed umida.

 

La semina in semenzaio va fatta tra luglio e agosto, mentre il trapianto dei semenzali nel vivaio va eseguita nella primavera successiva.


Nel secondo anno sempre di primavera la piantina avrà raggiunto un'altezza di circa 50cm ed è ora che si può effettuare l'innesto a corona o ad occhio. Nell'ottobre del secondo anno si trapianta in piantonaio a una distanza tra pianta e pianta di un metro per 50cm, questo è il periodo che bisogna aumentare le dosi di composto e letame maturo con aggiunta di cenere di legna o altro concime potassico. Il terreno va pulito dalle erbe infestanti e i piantoni vanno liberati dai getti laterali. Se è necessario bisogna aiutare i piantoni con dei tutori per evitare la rottura dagli eventi meteorologici.


Al quinto anno la piantina è pronta per il trapianto nell'orto o nel campo (questo dipenderà dal numero di piantine che si vuole trapiantare e dalla superficie di terreno che si ha a disposizione), essendo arrivata ad una altezza di 1,5-2m avendo una circonferenza di 6-7cm.


A tutto questo si pone un problema: la pianta riprodotta per semi non conserva le caratteristiche della pianta madre, per questo è quasi sempre necessario l'innesto.

 

 

Moltiplicazione vegetativa

La moltiplicazione per via vegetativa sfrutta le parti vive della pianta madre (ovulo, pollone, talea) e conserva integre le caratteristiche originarie.

 

Pollone

La propagazione mediante pollone si fa estirpando i polloni, pedali (con una lunghezza di 80-100cm) dalla pianta madre, avendo cura di lasciare una piccola porzione di legno. Questi polloni vengono in seguito piantati nel vivaio, poco dopo essi emetteranno delle radici, a distanza di 2 anni possono essere trapiantati nell'orto o nel campo.


Ovulo

La propagazione mediante ovulo è più traumatica per la pianta madre per questo non viene quasi mai praticata. L'ovulo è una protuberanza gemmifera somigliante ad un tubero o ad un uovo, originatosi nel ciocco e lungo il tronco per stimoli interni ed esterni. Esso si recide tra febbraio e marzo con l'accetta (la ferita va poi levigata e disinfettata); gli ovuli vengono puliti e ricoperti di argilla e letame maturo. L'ovulo viene immesso in buche profonde 15-20cm e ricoperto con miscuglio di terra e composto, letame e cenere di legna, dopo circa 2 mesi cominceranno ad uscire i primi getti e in questo caso si sceglieranno non più di 2 getti tra i più vigorosi.

 

Talea

La propagazione a mezzo talea, si fa recidendo un giovane ramo dalla pianta madre, immune da malattie. La porzione inferiore interrata di questo ramo emetterà in seguito delle radici, mentre quella superiore darà i germogli e i rami.La talea deve essere robusta, diritta, a corteccia verdeggiante e succosa con una lunghezza di 90-100cm; prima di piantarla va ripulita dai rametti laterali e l'estremità inferiore va tagliata a linguetta.

Il tempo migliore per la raccolta delle talee è l'autunno e l'inverno; si piantano in un vivaio a una profondità di 30cm e distanti tra loro 50cm. La concimazione si fa con un composto o letame maturo e cenere di legna. In primavera le talee emettono germogli laterali che vanno eliminati per favorire l'apice; dopo 2 anni si possono trapiantare nell'orto o nel campo.

 

 

 

 

 

 

 

Come fare un impianto di uliveto

La prima fondamentale cosa da fare è preparare il terreno, perchè non c'è nulla di più nocivo per l'albero di trovare un terreno duro e asfittico (cioè senza aria e con umidità ristagnante), in quanto ogni danno al sistema radicale si ripercuote sulla pianta. Quindi da questo si evince quale importanza abbia la preparazione del terreno, che deve essere preparato con cura e sottoposto ad una profonda ripuntatura allo scopo di rompere lo strato superficiale compatto e intaurare una circolazione d'acqua e d'aria; se il drenaggio è scarso bisogna porre rimedio subito.


Inoltre il terreno deve essere ben livellato e spianato. Lo "scasso" come si usa dire in agricoltura deve essere continuo su tutta la superficie e fatto ad una profondità di 80-100cm; se ciò non è possibile causa terreno, si possono realizzare 2 tipi di scasso e cioè:

  • Quello a trincea

  • Quello a buca

Questi lavori vanno eseguiti nei mesi di maggio e giugno.


Lo scasso a trincea e a buca si realizzano mettendo il terreno superficiale da una parte e quello profondo dall'altra così da potere utilizzare la porzione superficiale fertile e vitale per il primo periodo di vita della piantina, mettendola in prossimità delle radici. La cosa a cui dobbiamo dare molto importanza e quello di non creare ristagni d'acqua molto nocivi alle radici, provvedendo a ciò con semplice vessature o sistemazione idrauliche appropriate.

 

Se dovessimo incontrare una roccia viva affiorante o meno, non perdiamoci di coraggio. Prima del normale lavoro di scasso conviene fessurare la roccia per poter permettere un più facile accesso alle radici negli stati profondi.


In tutti i casi bisogna liberare il terreno da pietre, togliere radici vecchie per evitare il marciume radicale delle nuove piante. I correttivi e gli ammendamenti (cioè fosforiti e solfato di potassio) e bene spargerli insieme al composto e al letame, in superficie prima dei lavori di scasso, perchè posano essere incorporati nel terreno. Se abbiamo un terreno con forte pendenza bisogna creare delle terrazze, certamente dal costo non indifferente.


Qui non staremo a dire i quantitativi di concime per ara o ettaro occorrente, perchè per questo possiamo ricevere consigli da chi li vende o da persone esperte vicino a noi. L'impianto di ulivo può essere fatto a quadrato, a quinconce, o a ordine sparso:


1 - L'ottimale e il quinconce perchè permette un migliore utilizzo del terreno.

2 - L'ordine sparso si utilizza in terreni pendenti e non uniformi.

 

Nei nuovi impianti è diffuso quello a file, le distanze delle piante dipendono dalla varietà e dalla zona di produzione. Un'eccessiva fittezza delle piante, può pregiudicare irrimedialmente l'impianto, come una eccessiva distanza può rapresentare un inutile spreco di terreno se non viene utilizzato per delle colture erbacee. I moderni impianti sono fatti con distanze oscillanti tra i 5x6 m o 6x8 possono contenere da 270a330 piante ad ettaro.


Dopo che si e deciso la forma d'impianto di uliveto a settembre si sistemano i paletti o le canne dove verranno messe le piantine in modo di avere una visuale dell'impianto. Si coprono le fosse e i canali in modo che le pioggie autunnali possano assestare bene il terreno al posto di ogni paletto e tra  novembre e dicembre si aprono delle buche di 40cm di profondità e di larghezza.


In questo stesso periodo si immettono i piantoni, buona norma sarebbe quella di immergere precedentemente le radici dei piantoni in un miscuglio di terra (70%) e letame (30%).

 

Le fosse vanno chiuse con terra (60%) e un miscuglio di composto, letamee cenere di legna (40%). Si ricorda che le piante vanno interrate non seppellite, perchè esse respirano anche con le radici. Il colletto non deve essere interrato per più di 4-5cm, bisogna rincalzare la terra comprimendola attorno alle radici in modo da chiudere la buca e ricavare poi attorno alla pianta una piccola conca per favorire la penetrazione dell'acqua di irrigazione.
Il piantone dovrà essere sorretto da un paletto posto a nord della pianta e legato con legacci non animati e non molto stretti.
 

Dopo l'impianto conviene sempre procedere a un'abbondante innaffiatura (da 6-10 litri di acqua per pianta) per favorire l'attecchimento. Dopo un mese dall'impianto si possono notare i primi segni caratteristici che sono la scorza verdeggiante e i getti di nuovi germogli; Se notiamo che il piantone ha la corteccia color pagliarino è conveniente sostituirlo agli inizi di gennaio. Una volta che il piantone ha attecchito, bisogna allevarlo con cura e arte, perchè difficilmente potrà essere corretto in seguito.  Dopo alcune settimane dall'impianto si procederà ad eliminare i rami superflui lasciandone se possibile 3 o 4, ciò è utile per un corretto avvio dell'impalcatura e per dare forma alla pianta nel suo sviluppo futuro.

Eseguita l'operazione, si farà un trattamento con poltiglia bordolese allo 0,5% per disinfettare i tagli fatti e per una protezione generale della pianta.

Al primo anno di vita si recidono, lungo il fusto, gemme e rametti laterali e si diradano i nuovi germogli che hanno origine dalle branche principali, le quali sono di solito in numero di 3. Al secondo anno si applica la potatura di formazione con la quale si conforma la chioma su una figura geometrica tronco conica o semisferica, oppure a monocavo o ad altra forma di coltivazione. Il piantone va rincalzato e concimato con composto e letame.
 


 

Gli oliveti tradizionali raggiungevano la loro produttibità dopo almeno 12 anni dal loro impianto, mentre quelli moderni grazie a un contenimento della potatura, possono produrre già dal quarto anno. Ci sono diversi sistemi di potatura:

 

  • 1 Potatura secca

  • 2 Potatura verde

  • 3 Straordinaria


Per effettuare la potatura bisogna essere degli esperti, logicamente l'esperienza verrà acquisita negli anni. Tuttavia in un prossimo articolo tratteremo, l'innesto della pianta d'ulivo e la potatura.

 


Malattie e parassiti

Come possiamo intuire sia le malattie che gli attacchi parassitari se non si pone rimedio, incidono negativamente sulla produttività e sulla qualità dei frutti.
 

Le malattie più frequenti sono:

La rogna che penetra nelle piante attraverso lesione conseguenti a cause naturali come grandine o gelo o provocate da insetti, dall'uomo a causa della potatura, la bacchiatura. Provocano turbecoli che deprimono l'attività vegetativa. Occorre prevenirla con trattamento di  Cupravit Microblu.


La lebbra che è causata da un fungo che colpisce le olive prossime alla maturazione negli ambienti più meridionali in seguito ad andamenti climatici autunnali umidi. Si previene evitando ristagni d'acqua e si combatte con 1 o 2 trattamenti tra ottobre e novembre con Cupravit Microblu.


L'Occhio di pavone che è una malattia fungina che colpisce le foglie in presenza di elevata umidità con temperature di 12 gradi in autunno ed in primavera.  Si combatte con trattamenti nel mese di febbraio-marzo con il Cupravit Microblu.
 

I parassiti più frequenti sono:

La Mosca dell'ulivo,  un insetto specifico di questa pianta ,molto pericoloso che può compromettere la produzione perchè perfora i frutti per deporre le uova, provocando una macchia scura e la successiva caduta per estrazione dell'olio. Si ha un rendimento ridotto e qualità scadente. Si può combattere con le esche o usando isetticidi ogni 20-25 giorni a partire da quando l'oliva e recettiva all'attacco della mosca.


La Tignola che provoca seri danni. Con la seconda generazione attacca i fiori distruggendoli,con la terza generazione per il passaggio dei vermi sulla drupa e successiva caduta.

 

Il tripide è un piccolo insetto che colpisce fiori, frutti e foglie creando deformazioni, ipertrofie e caduta delle olive. La difesa di questo insetto e difficile,  occorre intervenire in primavera quando gli alberi adulti riprendono la loro attività. Occorrono prodotti specifici di comprovata efficacia.


Cocciniglie fra le diverse specie la più dannosa è la "Saissetia Olae" conosciuta come "mezzo grano di pepe". Attacca i  giovani rami e le foglie, indebolisce la vegetazione favorendo la formazione di "fumaggine" una serie di funghi che vanno a colpire sia i frutti che le foglie, incidendo sia sulla produttività che sulla maturazione delle drupe; si combattono con Oliocin più (gusathion p.b).

 

 

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Anguria: Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'Anguria
E' la gioa di chi fa le cure dimagranti,  un prodotto sano e che non tutti sanno quanto principi nutritivi e proprietà benefiche ci può dare: stiamo parlando dell'Anguria,  in questo soprendente viaggio alla scoperta delle sue origini è di tutta la storia che c'è dietro,  ma non è tutto. Parleremo del terreno,  della semina,  della coltivazione e della raccolta di uno dei prodotti più consumati dagli italiani...
Anguria
 

Basilico: Ecco tutto quello che c'è da sapere sul Basilico
Una pianta aromatica,  la regina del mediterraneo,  che solo dal suo profumo fa venire in mente le lunghe giornate estive passate con gli amici davanti ad una deliziosa pasta con pomodoro,  mozzarella e basilico. In questo emozionante viaggio,  andremo proprio alla scoperta del basilico,  cominciando dalle sue origini...
Basilico
 

Carota: Dalla sua coltivazione ai valori nutrizionali
In questo articolo parleremo di un'altro prodotto della natura molto interessante,  come del resto lo sono stati tutti quelli trattati precedemente,  dove ognuno di loro ha dimostrato di avere,  ottime proprietà nutritive e dove ogni lettore ha potuto trovare la soluzione al suo problema. Stiamo per parlare della Carota ed andremo ad affrontare quest'altro viaggio della conoscenza,  cominciando proprio dalle sue origini....
Carota
 

Lattuga: Come si coltiva e tante cose da scoprire sulla Lattuga
In questo articolo parleremo della lattuga,  un prodotto che farà felice tutti quelli che fanno una dieta dimagrante e tra poco scopriranno perché. Ma prima facciamo la conoscenza di questo prodotto della natura,  cominciando proprio dalle origine...
Come si cotiva la lattuga
 

Cipolla: Ecco tutto quello che devi sapere sulla Cipolla
Storia,  origini e proprietà benefiche di un prodotto che non deve assoluamente mancare in tavola. Dalla sua coltivazione fino ad arrivare nelle nostre tavole,  ma non è tutto: Scopriremo i valori nutrizionali,  i parassiti che l'attaccano e molto altro ancora.Questo e molto altro,  in questo appassionante viaggio da non perdere,  tutto dedicato alla scoperta della Cipolla...
Cipolla
 

Aglio: Ecco tutto quello che devi sapere
Storia,  origini e proprietà benefiche di un prodotto che non deve assoluamente mancare in tavola. Dalla sua coltivazione fino ad arrivare nelle nostre tavole,  ma non è tutto: Scopriremo i valori nutrizionali,  i parassiti che lo attaccano e molto altro ancora,  come ad esempio i 10 rimedi naturali per ritrovare il proprio bessere fisico con le ricette antiche della buona nonna. Tutto questo e molto altro,  in questo appassionante viaggio da non perdere,  tutto dedicato alla scoperta dell'aglio....
Aglio prodotti naturali

 

Patata: Tutto quello che devi sapere sulla Patata
Storia,  origini e proprietà benefiche di un prodotto che non deve assoluamente mancare in tavola. Dalla sua coltivazione fino ad arrivare nelle nostre tavole,  ma non è tutto: Scopriremo i valori nutrizionali,  i parassiti che l'attaccano e molto altro ancora.Questo e molto altro,  in questo appassionante viaggio da non perdere,  tutto dedicato alla scoperta della Patata...
Patata prodotti naturali
 

Melanzane - Prodotti Naturali
In questo articolo faremo conoscenza di un'altro ortaggio della natura,  bello da vedere anche se rispetto ai pomodori trattati precedentemente ha poche proprietà nutrizionali , ma sono buone da mangiare. Andiamo a fare quest'altro viaggio della conoscenza,  cominciando dalle origine...
Melanzane prodotti naturali
 

Peperoncino - Prodotti Naturali
Alla scoperta del Peperoncino: Dalla coltivazione alle proprietà nutruzionali,  ecco a voi il Peperoncino. Un Prodotti buono e genuini di Madre Natura. Origini,  semina,  coltivazione e tutti i benefici che si possono ricavare con il Peperoncino. Questo e molto altro in questo appassionante articolo alla scoperta dei Peperoncini...

Peperoncino prodotti naturali


Peperoni - Prodotti di Madre Natura
Alla scoperta della Peperoni: Dalla coltivazione alle proprietà nutruzionali,  ecco a voi i Peperoni. Prodotti buoni e genuini di Madre Natura. Origini,  semina,  coltivazione e tutti i benefici che si possono ricavare mangiando i Peperoni. Questo e molto altro in questo appassionante articolo alla scoperta dei Peperoni...
Peperoni prodotti naturali
 

Zucca: Ecco a Voi la Zucca - Prodotti di Madre Natura
Alla scoperta della Zucca: Le origini della Zucca sono da ricercare nell'America Centrale,  poichè i semi più antichi sono stati trovati in messico nel 7000 a.c. Per i nativi americani era un alimento base della loro dieta. Furono gli indiani ad insegnare ai primi coloni a coltivare la zucca,  che con le patate ed il pomodoro è stato uno dei primi ortaggi ad essere importato in Europa e in Italia.. Questo e molto altro,  alla scoperta della Zucca. Dalla sua coltivazione ai suoi benefici ed alle proprietà nutruzionali...
Zucca prodotti

 

Zucchine: Prodotti di Madre Natura
Alla scoperta delle Zucchine: La Zucchina e originaria dell'Asia Meridionale (Himalaya) e dell'America Centrale (Messico). Cominciò a diffondersi in Europa nel XVI secolo ed oggi e coltivata in tutti i continenti. La zucchina fu molto apprezzata dal popolo greco sia dagli uomini che dalle donne per il gusto e le pietanze a cui si prestava; Gli italani come sempre,  popolo fantasioso,  apprezzarono la Zucchina reinserendo tutte le ricette che si erano perse nel tempo. Questo e molto altro,  alla scoperta della Zucchina...
Prodotti naturali:zucchine prodotti naturali

Come fare i Pomodori Secchi
Come fare i Pomodori Secchi? Ecco una guida per fare da soli i Pomodori Secchi. Seguiteci in questo viaggio per scoprire come fare...
Come fare i pomodori secchi

Come fare l'Estratto di Salsa o la Salsa Secca
Come fare l'Estratto di Salsa in gergo chiamata anche Salsa Secca? Seguici in questo viaggio per scoprirlo...
Come fare l estratto di salsa o la salsa secca
 

Come fare i Pomodori Pelati in Casa se non possiedi un orto
Se non possiedi un orto è vuoi fare i Pomodori Pelati in casa una piccola produzione,  quindi per uso domestico,  continua la lettura di questo articolo. Ma come si fa il Pomodoro Pelato? Seguici in questo viaggio per scoprirlo...
Prodotti naturali:come fare la salsa di pomodoro

 

Come fare i Pomodori Pelati in Casa se  possiedi un orto
Se possiedi un orto puoi fare una grande quantità di Pomodori Pelati in maniera semplice e veloce. Poi potrai conservare il tutto in un luogo fresco come ad esempio una cantina ed avere a portata di mano un prodotto naturale e genuino,  sempre pronto a soddisfare il tuo palato,  che potrai mangiare  a tavola con grande soddisfazione. Ma come si fa il Pomodoro Pelato?   Seguici in questo viaggio per scoprirlo...
Prodotti naturali:come fare la salsa di pomodoro

 

Come fare la Salsa di Pomodoro
Ecco tutto quello che devi sapere per fare la Salsa di Pomodoro in Casa: Gustosa e Genuina. Come si fa la Salsa di Pomodoro? Ecco tutto quello che devi sapere per fare una buonissima Salsa di Pomodoro. Una guida passo passo per riuscire a fare tutto da solo ed alcune gustosissime ricette per preparare con la Salsa di Pomodoro piatti genuini e nello stesso tempo gustosissimi...
Prodotti naturali:come fare la salsa di pomodoro

 

I Pomodori - Coltivazione,  Origine e Proprieta' Nutrizionali
E' stato deifinito il re della tavola. Stiamo parlando del Pomodoro,  prodotto naturale ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo. Quali sono le sue origini? Come si coltiva il Pomodoro? Quali sono i reali benefici per il nostro organismo? Questo e molto altro ancora in questo affascinante viaggio alla scoperta dei prodotti che fanno bene alla nostra salute. Ma non è tutto: Ci sono metodi che grazie all'utilizzo del Pomodoro riescono a combattere le fastidiosissime zanzare...
Pomodori prodotti naturali ed effetti benefici
 

I Ceci - Dalla Semina alle Proprieta' Nutrizionali
I Ceci,  un tesoro naturale di vitamine con lo scopo di portare benefici al nostro organismo. Dalla semina alla raccolta,  scopriamo i Ceci,  un prodotto naturale ricco di fosforo,  magnesio e non solo. Un altro affascinante viaggio alla scoperta dei prodotti genuini,  che madre natura ci ha donato...
Ceci prodotti naturali ed effetti benefici

Lenticchie: Dalla semina fino ad arrivare sulle nostre ta

 

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